
Salute e Patologie
RICONOSCERE E CURARE LA LAMINITE NEL CAVALLO
La laminite è una delle patologie più gravi e dolorose che possano colpire l’apparato locomotore equino. Si tratta di un’infiammazione delle lamine sensitive dello zoccolo che può portare a danni strutturali permanenti. Capire a fondo il tema laminite nel cavallo consente di intervenire tempestivamente per salvare la carriera e la vita dell’animale.
Riconoscere i segni clinici: fase acuta e cronica
La patologia si manifesta con modalità differenti a seconda dello stadio di avanzamento. Riconoscere i sintomi fin dall’esordio è un fattore determinante per il successo della terapia.
I segnali della laminite acuta si sviluppano all’improvviso e includono:
-
Difficoltà di movimento: Forte zoppia, che si accentua visibilmente quando si chiede al cavallo di girare in tondo, o zoppia intermittente.
-
Sintomi locali evidenti: Calore marcato diffuso su tutta la superficie del piede interessato.
-
Pulsazione anomala: Aumento evidente del polso digitale, facilmente percepibile alla palpazione sui sesamoidi a livello del nodello.
-
Risposta al dolore: Forte reazione difensiva alla pressione esercitata sulla suola tramite la pinza da esame per zoccoli.
-
Andatura caratteristica: Camminata estremamente riluttante, esitante e rigida, spesso descritta come un “camminare sulle uova”.
-
Postura antalgica tipica: Il cavallo distende gli arti anteriori in avanti per alleggerire la punta dello zoccolo. Contemporaneamente, porta i posteriori sotto il tronco per sostenere la maggior parte del peso corporeo.
I segnali della laminite cronica compaiono quando il danno si stabilizza nel tempo:
-
Alterazioni della muraglia: Presenza di cerchiature orizzontali sullo zoccolo, che si allargano progressivamente scendendo dalla corona verso la suola.
-
Traumi della suola: Comparsa di ecchimosi, lividi diffusi e forte sensibilità plantare.
-
Deformazione della linea bianca: Allargamento della giunzione tra suola e muraglia, con frequente formazione di sacche di siero (sieromi) o ascessi ricorrenti.
-
Cedimento strutturale: Discesa della suola che perde la sua naturale concavità, portando al fenomeno del “piede piatto”.
-
Zoccolo a pantofola: Crescita disuguale del tessuto corneo, dove i talloni crescono molto più rapidamente della punta. Questo squilibrio conferisce al piede la tipica forma a “scarpetta di Aladino”.
Il trattamento d’urgenza della laminite
In presenza di un sospetto clinico, il tempo è il peggior nemico del cavallo. Un intervento precoce riduce al minimo il rischio di danni anatomici irreparabili all’interno dello zoccolo.
Il protocollo terapeutico impostato dal veterinario varia in base al caso specifico e può comprendere:
-
Risoluzione della causa primaria: La laminite è quasi sempre l’effetto secondario di un problema sistemico generale, che va individuato e curato all’origine.
-
Restrizione alimentare immediata: Sospensione totale di tutti i mangimi concentrati e dei pascoli ricchi di zuccheri. Come primo soccorso, l’animale deve assumere esclusivamente fieno di graminacee fibroso.
-
Terapia reidratante: Somministrazione di fluidi per via endovenosa se il soggetto mostra disidratazione o ha sudato abbondantemente per il dolore.
-
Protocollo farmacologico mirato: Utilizzo di antibiotici in caso di infezioni e di farmaci anti-endotossine per bloccare la tossicità batterica. Si associano spesso anticoagulanti e vasodilatatori per ottimizzare il microcircolo sanguigno del piede.
-
Gestione della lettiera: Trasferimento del cavallo su un terreno estremamente soffice, composto da un alto strato di truciolo pulito o paglia. Questo accorgimento stimola il cavallo a sdraiarsi, scaricando la pressione dalle lamine infiammate.
-
Trattamento dei tessuti: Apertura e drenaggio tempestivo di tutti gli ascessi podali che esercitano pressione interna.
-
Lavoro di squadra specialistico: Attivazione di una stretta collaborazione tra veterinario e maniscalco. Gli interventi prevedono pareggi correttivi d’urgenza, l’applicazione di supporti per il fettone e ferrature terapeutiche specifiche.
💡 Nota scientifica: Il veterinario potrebbe consigliarti la terapia del freddo continuo. Immergere gli arti del cavallo in acqua e ghiaccio previene la cascata infiammatoria se si interviene subito dopo un evento scatenante, come una ritenzione della placenta o un travaso di cereali.

Prospettive a lungo termine e prognosi
Il futuro del cavallo dipende dall’entità del distacco laminare. Molti soggetti superano l’episodio acuto senza complicazioni, tornando a svolgere una vita del tutto normale. Purtroppo, nei casi in cui il danno strutturale è permanente e distruttivo, si rende necessaria l’eutanasia per ragioni umanitarie.
La valutazione prognostica si esegue tramite lo studio delle radiografie digitali del piede. Le lastre mostrano con precisione il grado di rotazione o di sprofondamento della terza falange (osso triangolare). Questi dati guidano il veterinario nelle scelte terapeutiche e aiutano il maniscalco a sagomare la ferratura correttiva ideale.
Gestione e prevenzione delle ricadute
Un cavallo che ha sofferto di laminite presenterà sempre una spiccata sensibilità verso questa patologia. Spesso il problema diventa cronico poiché le lamine cicatriziali non recuperano mai la resistenza originaria. Per evitare pericolose ricadute, è fondamentale adottare una gestione rigorosa a lungo termine:
-
Pianificazione della dieta: La razione deve basarsi su foraggi di ottima qualità, ricchi di fibra digeribile come le polpe di barbabietola o le buccette di soia. Grassi e oli vegetali vanno preferiti ai carboidrati. Bisogna bandire categoricamente i cereali tradizionali e i mangimi ad alto indice glicemico.
-
Pareggio regolare: Lo zoccolo necessita di una manutenzione costante e personalizzata. In molti casi, la ferratura terapeutica deve essere supportata da frequenti controlli radiografici per monitorare l’allineamento osseo.
-
Profilassi sanitaria rigida: Un piano preciso di vaccinazioni e sverminazioni riduce l’esposizione del cavallo a infezioni sistemiche debilitanti.
-
Integrazione podale specifica: L’uso di mangimi complementari formulati per la crescita del corno accelera la rigenerazione dello zoccolo. I prodotti basati su biotina ad alto dosaggio (Vitamina H) o amminoacidi solforati sono ideali in questa fase.
-
Controllo del pascolo: Evita l’erba primaverile rigogliosa, specialmente nelle ore centrali della giornata (dalla tarda mattina al tardo pomeriggio), quando la concentrazione di zuccheri solubili (fruttani) nei vegetali è massima. La stessa restrizione si applica dopo abbondanti piogge autunnali.
In conclusione
La prevenzione resta l’arma più efficace contro la laminite. Custodisci tutti i sacchi di mangime in locali blindati e inaccessibili agli animali. Introduci i cavalli al pascolo in modo estremamente graduale nel cambio di stagione. Tieni a mente che i soggetti obesi, malati o sottoposti a forte stress metabolico corrono un rischio molto più alto. Collabora con il tuo professionista di fiducia per creare un piano preventivo solido. Se noti i primi sintomi descritti, considera la situazione come un’emergenza medica assoluta e chiama subito la clinica.
Rivolgiti sempre al tuo medico veterinario di fiducia per compiere le scelte più adatte alle esigenze del tuo cavallo.



























