
Alimentazione e Nutrizione
IL CAVALLO E IL CONSUMO D'ACQUA
“Puoi portare un cavallo all’acqua, ma non puoi obbligarlo a bere”: un vecchio adagio che, in ambito veterinario, assume un significato molto concreto. La disidratazione nel cavallo può infatti favorire problemi anche seri, come rallentamenti del transito intestinale, costipazioni e coliche. Sebbene esistano trattamenti efficaci per gestire queste condizioni, la prevenzione rimane sempre la strategia migliore.
Garantire una corretta idratazione, però, non è così semplice come potrebbe sembrare. Il consumo spontaneo di acqua varia infatti in base a numerosi fattori: età, stato corporeo, livello di allenamento, intensità del lavoro, condizioni ambientali, alimentazione, stato riproduttivo e presenza di eventuali patologie. Anche caratteristiche apparentemente secondarie, come temperatura, freschezza, purezza e gusto dell’acqua, possono influenzare significativamente l’abbeverata.

Quanta acqua deve bere un cavallo?
Un cavallo adulto necessita mediamente di circa 20–40 litri di acqua al giorno per mantenere le normali funzioni vitali. Tuttavia, questo fabbisogno può aumentare notevolmente in particolari condizioni, ad esempio durante il lavoro intenso, nei periodi caldi, nelle fattrici in lattazione o nei soggetti malati.
Monitorare il consumo idrico è quindi fondamentale, soprattutto quando si osservano segnali compatibili con una possibile disidratazione. Tra questi rientrano:
- aumento della frequenza cardiaca oltre i valori normali a riposo (28–40 battiti al minuto nell’adulto);
- feci secche o rivestite da muco, indice di una permanenza eccessiva del contenuto intestinale;
- rallentato riempimento capillare: premendo con il pollice sulle gengive, il normale colore rosato dovrebbe tornare entro due secondi;
- ridotta elasticità della pelle e delle palpebre.
Questi sintomi tendono a comparire quando la disidratazione raggiunge circa il 4–6%. Segni più evidenti, come occhi infossati e addome retratto, si osservano invece nei casi più avanzati, con perdite di liquidi dell’8–10%.
È importante ricordare, però, che gli effetti negativi sulle performance sportive, lavorative o riproduttive possono comparire già con una disidratazione del 2%, quindi molto prima della comparsa dei segni clinici più evidenti.
Alimentazione e consumo di acqua
Il tipo di alimentazione influenza direttamente il fabbisogno idrico. I cavalli mantenuti al pascolo tendono a bere meno, poiché l’erba fresca contiene dal 60 all’80% di acqua. Al contrario, una dieta basata prevalentemente sul fieno — che possiede solo il 12–15% di umidità — comporta un maggiore consumo di acqua.
Anche il contenuto proteico della razione gioca un ruolo importante. Ad esempio, i cavalli alimentati con fieno di erba medica, più ricco di proteine, bevono generalmente più rispetto a quelli nutriti con fieni di graminacee.
L’importanza della temperatura e della qualità dell’acqua
Numerosi studi hanno dimostrato che i cavalli bevono più volentieri acqua con temperatura compresa tra 7 e 18 °C.
La qualità dell’acqua è altrettanto determinante. I cavalli preferiscono acqua fresca, pulita, non stagnante e con basso contenuto di contaminanti. Sono inoltre molto sensibili ai cambiamenti di sapore e odore: durante trasferte o competizioni, ad esempio, il passaggio da acqua non clorata ad acqua clorata può ridurre sensibilmente il consumo.
Alimenti che possono essere arricchiti d’acqua, come la polpa di barbabietola reidratata, possono favorire una corretta idratazione e facilitare l’assunzione di elettroliti.
Anche i problemi strutturali possono influire negativamente sull’assunzione dell’acqua. Per sue caratteristiche etologiche, il cavallo avrebbe necessità di trovare acqua subito disponibile in abbondanza, per questo gli impianti dotati di tubature molto lunghe o caratterizzati da una pressione insufficiente, rischiano di non fornire la quantità corretta d’acqua nel tempo giusto; i cavalli finiscono così per bere meno del necessario senza accorgersene.
Prevenzione e gestione della disidratazione
Semplici accorgimenti possono fare una grande differenza: offrire acqua fresca in secchio in alcuni momenti della giornata (fine lavoro, rientro in box) e somministrare almeno un pasto bagnato nell’arco della giornata, riduce il rischio di andare in contro alla disidratazione. Palazzetto propone alcuni prodotti da somministrare bagnati: il Summer Mash se ho bisogno di integrare fibre altamente digeribili; il Rebalance Mash se voglio fornire, oltre alle fibre, anche amminoacidi e sali, per recuperare dopo l’attività sportiva. Il Pastone Precotto può essere utilizzato anche con acqua fredda, in sostituzione di uno dei pasti.
Nei casi gravi, quando la disidratazione supera il 5%, è indispensabile l’intervento del veterinario. Potrebbe infatti rendersi necessaria una fluidoterapia con somministrazione di acqua ed elettroliti, oltre a un’attenta valutazione clinica per individuare eventuali patologie sottostanti.
Una corretta idratazione non è soltanto una questione di benessere: è un elemento fondamentale per la salute, la digestione e le performance del cavallo.
Rivolgiti sempre al tuo medico veterinario di fiducia per compiere le scelte più adatte alle esigenze del tuo cavallo.





























