22 Dicembre 2022
Alimentazione e Nutrizione

IL RUOLO DEL FIENO NELL'ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO

I cavalli sono erbivori stretti per precise ragioni anatomiche e fisiologiche, oltre a essere straordinari selettori per natura. Nel loro stato naturale, i nostri amici equini mostrano un benessere nettamente superiore quando hanno la possibilità di sgranocchiare cibo quasi costantemente. Sebbene la gestione moderna non permetta sempre di lasciarli pascolare a proprio piacimento, offrire un flusso costante di foraggio di alta qualità rappresenta il modo migliore per soddisfare la loro esigenza psicofisica di masticazione.

Quanto foraggio deve mangiare un cavallo?

Un cavallo adulto in salute è capace di ingerire una quantità di cibo giornaliera pari al 2% o 2,5% del suo peso corporeo, calcolata in termini di sostanza secca (ossia il peso dell’alimento privato della sua naturale quota d’acqua). La maggior parte della comunità scientifica concorda sul fatto che il foraggio debba costituire almeno il 75% dell’intera dieta quotidiana.

Prendendo come riferimento un cavallo del peso medio di 500 kg, questa percentuale si traduce in un fabbisogno minimo di circa 7 o 8 kg di fieno al giorno.

Ogni animale possiede comunque caratteristiche uniche che influenzano il calcolo della razione. Il fabbisogno complessivo dipenderà in ultima analisi dall’età dell’individuo, dallo stadio di sviluppo morfologico, dal metabolismo basale e dall’intensità del carico di lavoro sostenuto.

Le diverse categorie di fieno

La disponibilità e la convenienza economica dei diversi foraggi sul mercato variano notevolmente in base alla regione geografica in cui ci si trova. In ambito zootecnico, i fieni vengono suddivisi in tre macro-categorie botaniche:

  • Fieni di leguminose: L’erba medica rappresenta l’esempio più celebre e diffuso di questa categoria.

  • Graminacee autunnali: Comprendono varietà d’erba molto resistenti ai climi freschi, come la coda di topo o fleo pratense.

  • Graminacee estive: Includono colture termofile a ciclo caldo

Da cosa dipendono il valore nutritivo e l’appetibilità?

La qualità nutrizionale del foraggio non è mai standard, ma è influenzata da variabili biologiche e ambientali molto precise. I fattori determinanti per l’apporto energetico e il gradimento del cavallo sono principalmente due:

  • La specie botanica: Le piante leguminose risultano, in linea generale, molto più appetibili e ricche di nutrienti rispetto alle graminacee.

  • Lo stadio di sviluppo al taglio: I fieni falciati in una fase vegetativa giovanile mantengono una concentrazione di zuccheri e proteine decisamente più elevata.

Esistono poi ulteriori elementi esterni in grado di modificare le caratteristiche del prodotto finale. Tra questi spiccano le condizioni locali di crescita (temperature e precipitazioni), la naturale fertilità del suolo e le modalità meccaniche di taglio. Anche il tasso di umidità registrato al momento dell’imballaggio, la lunghezza della conservazione in fienile, la presenza di piante infestanti, la polverosità o lo sviluppo di muffe incidono drasticamente sulla salubrità dell’alimento.

Come bilanciare correttamente la razione

Il foraggio di buona qualità è perfettamente in grado di coprire l’intero fabbisogno energetico e proteico della maggior parte dei cavalli adulti che svolgono un lavoro leggero o amatoriale. Tuttavia, i soli apporti del fieno non riescono quasi mai a soddisfare i requisiti quotidiani in termini di vitamine e oligoelementi essenziali.

Per colmare queste carenze fisiologiche ed evitare squilibri nel lungo periodo, si rende necessario ricorrere a mangimi complementari o a specifici integratori minerali. Strutturare una dieta bilanciata richiede competenze specifiche. Vi consigliamo di consultare sempre il vostro veterinario o un nutrizionista equino di fiducia per formulare una razione personalizzata, capace di unire sicurezza intestinale ed efficienza economica.

Rivolgiti sempre al tuo medico veterinario di fiducia per compiere le scelte più adatte alle esigenze del tuo cavallo.

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