
Gestione e Benessere
ALIMENTAZIONE DEL PULEDRO: DALLA NASCITA ALLO SVEZZAMENTO
La salute del puledro inizia ben prima del parto. Garantire che i fabbisogni nutrizionali della fattrice siano pienamente soddisfatti è il primo passo biologico: energia, proteine, vitamine e minerali vengono infatti trasmessi al feto in utero e, successivamente, attraverso il latte materno.
Durante la gravidanza della cavalla è fondamentale ricordare che:
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Body Condition Score (BCS): Le fattrici dovrebbero mantenere un punteggio di condizione corporea compreso tra 5,5 e 6,5 (sulla scala standard da 1 a 9 punti) per tutta la durata della gestazione.
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Fabbisogno energetico nell’ultimo trimestre: Le cavalle gravide richiedono un maggiore apporto energetico per mantenere il peso ideale nell’ultimo terzo di gravidanza, fase in cui la crescita del feto e degli invogli fetali si fa estremamente intensa. È essenziale verificare regolarmente la razione quotidiana.
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Importanza dei minerali: Un’assunzione insufficiente di minerali nella dieta della madre influisce negativamente sulle sue riserve ossee ed epatiche, poiché i minerali vengono trasmessi prioritariamente al feto attraverso la placenta.
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Carenza proteica e perdita di massa muscolare: Una mancanza di proteine causerà alla cavalla una visibile perdita di tono muscolare, specialmente lungo la linea dorsale. Nell’ultimo periodo di gravidanza, infatti, le necessità del feto diventano prioritarie rispetto a quelle della madre.

Le prime 24 ore di vita: l’importanza del colostro
Nelle prime 24 ore di vita è di vitale importanza che il neonato assuma il colostro. Questo speciale primo latte fornisce al puledro le proteine e gli anticorpi (immunoglobuline) indispensabili per sviluppare il sistema immunitario e combattere le infezioni ambientali.
Nota per gli allevatori: È sempre consigliabile avere accesso a una scorta di colostro congelato, fondamentale nel caso in cui il puledro sia orfano o non sia in grado di allattarsi naturalmente dalla madre in questo arco di tempo cruciale.
Dai primi 30 giorni ai tre mesi: l’inizio dello svezzamento graduale
In questa fase, i puledri si nutrono di latte materno dalle sette alle dieci volte all’ora. Questo ritmo biologico va mantenuto anche in caso di puledro orfano alimentato artificialmente (tramite secchio o biberon). Una frequenza così elevata aiuta a prevenire gravi disturbi digestivi come coliche e diarrea; i puledri non dovrebbero mai trascorrere più di due ore senza bere.
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Masticazione spontanea: Già a partire dai primi sette giorni di vita, il puledro inizierà spontaneamente a mimare la madre, assaggiando il foraggio e il mangime concentrato da una mangiatoia dedicata (strutturata per impedire l’accesso alla cavalla). Il consumo, inizialmente modesto, aumenterà con il tempo. In questa fase l’erba fresca è generalmente più gradita del fieno.
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Monitoraggio della fattrice: È essenziale monitorare il peso della madre per assicurarsi che produca abbastanza latte senza deperire. Se la cavalla tende a dimagrire, l’apporto energetico della sua razione deve essere immediatamente aumentato.
Dai tre ai quattro mesi: foraggio e concentrati specifici
A questa età il puledro comincia ad assumere foraggi e mangimi concentrati in quantità significative.
Per supportare al meglio la crescita in questa fase:
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Scelta del foraggio: Molti puledri preferiscono l’erba fresca o un fieno non troppo secco e polveroso rispetto al foraggio grossolano.
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Mangimi dedicati: È fondamentale selezionare un concentrato specifico per puledri e giovani cavalli in accrescimento. Questi prodotti sono formulati con il corretto bilanciamento di aminoacidi, vitamine e minerali essenziali per lo sviluppo scheletrico e muscolare.
Garantire una nutrizione corretta e bilanciata fin dalle prime fasi di vita aiuterà il cavallo del domani a esprimere al massimo il suo potenziale, anche in una futura carriera sportiva.
Rivolgiti sempre al tuo medico veterinario di fiducia per compiere le scelte più adatte alle esigenze del tuo cavallo.

























