

Quando un cavallo fa esercizio, tutto parte da un elemento fondamentale: la contrazione dei muscoli.
Anche se il meccanismo è complesso, il risultato è intuitivo: i muscoli si accorciano e si rilassano, permettendo al cavallo di muoversi. I muscoli sono formati da cellule specializzate, chiamate fibre muscolari, che non lavorano tutte allo stesso modo.
Esistono infatti fibre “lente” e fibre “veloci”. Le fibre lente entrano in funzione soprattutto durante il lavoro tranquillo e prolungato, come una passeggiata o un lavoro di fondo, e utilizzano principalmente i grassi come fonte di energia.
Le fibre più veloci, invece, vengono impiegate quando serve uno sforzo più intenso o rapido, come uno scatto o un salto, e consumano soprattutto zuccheri. Più il lavoro è impegnativo, più il cavallo utilizza queste fibre veloci.
Per produrre energia, i muscoli “bruciano” grassi e zuccheri. Questo processo è molto efficiente, ma non perfetto: solo una parte dell’energia prodotta viene trasformata in movimento. La maggior parte, circa il 70%, si trasforma inevitabilmente in calore. È per questo che, durante il lavoro, il corpo del cavallo si riscalda molto.
Il problema è che il cavallo può funzionare bene solo entro un intervallo di temperatura piuttosto ristretto. Se il calore prodotto non viene eliminato, l’organismo va in difficoltà. Per evitarlo, il cavallo mette in atto alcuni meccanismi naturali di raffreddamento, il più importante dei quali è la sudorazione.
Il cavallo suda quasi su tutta la superficie del corpo, anche se il sudore si nota di più sotto la sella, nei punti di contatto con i finimenti e sotto le protezioni agli arti. Quando il sudore evapora dalla pelle, porta via con sé il calore in eccesso, aiutando il corpo a raffreddarsi gradualmente.
Per questo, al termine del lavoro, è molto importante non fermare subito il cavallo, ma farlo passeggiare al passo, a mano o montato. Camminare favorisce l’asciugatura del sudore e rende più efficace la dispersione del calore. Inoltre, il movimento lento aiuta i muscoli a “ripulirsi” delle sostanze di scarto prodotte durante il lavoro più intenso, come l’acido lattico, che è responsabile della sensazione di affaticamento.
In modo semplice, si può dire che più il lavoro è stato impegnativo, più lungo dovrebbe essere il periodo di defaticamento al passo. Questo permette al cavallo di recuperare meglio e più velocemente.
Proprio per questi motivi, non è consigliabile cercare scorciatoie per far asciugare il cavallo in fretta, come frizioni con alcool o lavaggi frettolosi. Lasciare che il cavallo si raffreddi gradualmente, seguendo i suoi meccanismi naturali, è la scelta migliore per il suo benessere e la sua salute.